01/05/2012
LA CUCINA PIACENTINA NEL MEDIOEVO
Da “La Circolare” periodico dell’Associazione Club di Papillon diretto da Paolo Massobrio n. 2 aprile 2012 anno XVII - LA CUCINA PIACENTINA NEL MEDIOEVO - Pisarei “Francigeni” curiosità storiche sui Pisarei e fasö
Una tradizione, certamente attendibile, attribuisce la nascita del tipico piatto povero piacentino “Pisarei e fasö” alla necessità dei conventi in epoca Medioevale di rifocillare con quanto si poteva avere a disposizione, i pellegrini che, percorrendo la via Francigena e le sue diramazioni, facevano tappa nel territorio.
Ma com’erano i Pisarei e fasö che nel Medioevo venivano offerti ai pellegrini? La domanda può sorgere da una curiosità storica o dal desiderio di voler riproporre l’autentico piatto di allora, magari per gustarlo in compagnia divertendosi a indossare i panni dei viandanti, dei frati e dei popolani del tempo. Il Club di Papillon del Ducato, nel corso di cucina “... e li chiamano avanzi” ha proposto ricette tratte dal libro “Avanzi d’autore” di Giovanna Ruo Berchera e Paolo Massobrio, mentre l’ultima serata ha visto proporre una ricetta che è nata dalla ricerca svolta da Ludovico Lalatta Costerbosa e da Antonio Illari, stimolati dal delegato della delegazione di Piacenza e Parma del Club di Papillon e che riguarda proprio i “Pisarei e fasö”.
I cucinieri medioevali piacentini non potevano disporre di salsa di pomodoro, per il semplice fatto che la bacca destinata a diventare “l’oro rosso” della nostra pianura non era ancora arrivata dalle Americhe. Per convenzione il Medioevo viene considerato concluso proprio con la scoperta di Cristoforo Colombo. Anche senza pomodoro i Pisarei e fasö erano ugualmente ottimi … soprattutto se a gustarli erano pellegrini con ore di cammino nei piedi e la pancia vuota.
Anche per i fagioli è emerso che i Borlotti, considerati i più adatti per il nostro piatto, non erano disponibili per i pellegrini medievali. Anche molto, molto prima che Colombo spiegasse le vele delle caravelle verso le Americhe, erano disponibili nella nostra penisola i fagioli, ma erano di un’unica varietà - a quanto sappiamo - ed era arrivata nella penisola italica già all’epoca etrusca, dalla fertile pianura alluvionale del Nilo: si tratta del “fagiolo all’occhio” o dolico (Dolichos) originario delle regioni tropicali dell’Asia e dell’Africa. Di taglia piccola, rispetto ai cugini d’America, è di colore chiaro, quasi bianco, presenta una caratteristica macchiolina nera, circolare, nel punto dove il seme era attaccato al baccello. Una macchiolina che ricorda un occhio. Il luogo d’origine dell’importazione nella nostra penisola gli attribuì il nome di “Fagiolo d’Egitto”. Sulle rive del Nilo la sua coltivazione era facile. Certamente faceva parte dei cibi più diffusi fra il popolo, ma vi sono documenti che attestano come fosse anche il cibo base dei sacerdoti di Iside durante i riti, nonché un’offerta per la divinità. Greci e antichi Romani consumavano abitualmente i fagioli, ma non lo consideravano un cibo prelibato. Virgilio lo definiva “vilem phaseulum”.
È interessante constatare come altri legumi abbiano addirittura dato il nome a illustri famiglie latine, come i piselli, dai quali prese nome la gens gallo-piacentina dei Pisoni, della quale facevano parte il console Lucio Calpurnio la cui figlia Calpurnia, attorno al 59 a.C. andò in sposa a Giulio Cesare. Sono le lenticchie a dare il nome alla famiglia dei Lentulo e dalle fave deriva il nome della gens Flavia. Mentre ai fagioli è stato negato un simile onore. Nico Valerio, nel suo interessante volume La tavola degli antichi (Mondadori, prima edizione 1989) sottolinea che il Dolichos era consumato con tutto il baccello, come i fagiolini, o anche sgranato, ma non a completa maturazione, perché produceva tossine antiproteiche velonose. L’autore cita una sola ricetta antica con fagioli, un contorno cotto di “fagioli con l’occhio” cotti in un coccio con l’aggiunta, poco prima di levare la pignatta dal fuoco, di cipolla, foglie di prezzemolo e sale e subito dopo, come condimento, olio, aceto, santoreggia, olive nere snocciolate, sedano verde tritato e aglietto fresco. Nico Valerio rileva anche che gli Etruschi non assimilarono dagli Egizi solo il culto di Iside (Iside di Vulci) ma anche l’uso dei fagioli e aggiunge che la varietà del fagioli Dolichos sopravvive ancora in Toscana, anche se il più delle volte per coprire pergolati con i suoi bei fiori.
L’antico fagiolo con l’occhio, proprio quello degli egizi, dei romani e dei piacentini del Medioevo è coltivato, seppur in piccola quantità e non per farne commercio, a pochi chilometri da Piacenza, a Pizzighettone. La cittadina murata in provincia di Cremona è animata da un’associazione intraprendente, il “Gruppo Volontari Mura”, una onlus che da vent’anni allestisce, con straripante successo, la tre giorni del “Fasulin de l’öc cun le cudeghe”, fagioli bianchi con la macchiolina nera abbinati alle cotiche di maiale. «Vent’anni fa - ci racconta uno dei padri della manifestazione, e fondatore dalla onlus, il perito agrario Pierantonio Bonardi, tecnico con quasi quarantennale esperienza alla Facoltà d’Agraria della Cattolica piacentina - quando abbiamo pensato di rilanciare con un grande banchetto il piatto tipico locale, i “Fasulin de l’öc cun le cu deghe”, abbiamo avuto la brutta sorpresa di non trovare più qui da noi coltivazioni del piccolo fagiolo fino agli anni Cinquanta-Sessanta non ancora scomparso dai nostri orti. Siamo riusciti a recuperare e seminare il nostro vero fagiolo de l’öc.
Valorizzare l’antica cucina, oltre quella tradizionale più vicina a noi, è certamente un’operazione che può soddisfare il gusto, ma soprattutto il piacere della ricerca culturale». C’è chi classifica il nostro fagiolo bianco con l’occhio addirittura nella famiglia dei piselli. Cuoce prima dei fagioli d’Oltreoceano. Ha un ottimo contenuto di proteina vegetale, molti meno grassi e zuccheri rispetto ad altri legumi ed è quindi più adatto degli altri fagioli a diete ipocaloriche. È ricco di fibre e ferro. Minor resa produttiva e maggiore difficoltà nella raccolta, a confronto con le varietà dei fagioli provenienti da Oltreoceano, ne aveva fatto scomparire la coltivazione, se non in qualche orto, sin dalla metà del Cinquecento. Attualmente il fagiolo dell’occhio (ma sarà proprio la varietà egizia che finiva sulle tavole degli antichi Romani e di tante popolazioni italiche fino a tutto il Medioevo? ) è tornato ad essere coltivato per la commercializzazione in territori del Centro e del Sud Italia: Marche, Umbria, Lazio e soprattutto in Campania. Nella valle del Sele e nel Salernitano è chiamato “occhitiello”.
A proposito della coltivazione c’è da ricordare che le leguminose hanno nelle radici un batterio capace di fissare l’azoto dell’aria. Tale proprietà può essere sfruttata, con la rotazione delle colture, per la concimazione naturale.
Da non dimenticare che gli antichi piacentini, che ci hanno lasciato la tradizione dei Pisarei e fasö, hanno realizzato, inconsapevolmente, una importante regola alimentare oggigiorno molto raccomandata, che prescrive l’abbinamento di cereali e legumi per una migliore assimilazione di questi. I legumi in questi ultimi decenni hanno trovato sempre meno spazio nella dieta, eppure sono un cibo straordinario. Invece devono essere considerati, abbinati ai cereali, la fonte più frequente di proteine, la più sana e quella che comporta meno rischi. C’è chi sostiene che la loro diminuzione progressiva nella dieta contemporanea sia addirittura una delle cause delle malattie legate all’alimentazione scorretta.
“L’antica ricetta dei pisarei e fasö piacentini”
Ingredienti per la pasta:
• gr. 300 farina bianca “00”• gr. 300 pane grattugiato• strutto o in alternativa olio extravergine• acqua bollente qb.Ingredienti per il sugo:
• gr. 300 di fagioli dall’occhio nero secchi• 1 cipolla bianca• 2 coste di sedano• 2 carote• gr. 70 lardo pesto (realizzato con lardo, 2 spicchi d’aglio e un ciuffo di prezzemolo)• 2 cotenne di maiale sbollentate per 30 minuti• trito di salvia, rosmarino, prezzemolo e foglie di sedano• sale, pepe, strutto o in alternativa olio extravergine di oliva• formaggio grattugiato (grana padano)Preparazione:
Per il sugo: mettere a bagno per 8-10 ore circa i fagioli in acqua, quindi lessarli a metà cottura. Tritare finemente la cipolla, la carota e il sedano e lasciare appassire le verdure a fiamma moderata con poco strutto (o in alternativa olio extravergine). Aggiungere qualche cucchiaio d’acqua dei fagioli, precedentemente lessati, il lardo pesto, e cuocere per circa 30 minuti. Aggiungere i fagioli con il loro liquido di cottura, le cotiche e cuocere a fiamma bassissima per circa 2-3 ore. Salare e pepare. Per la pasta: mescolare la farina con il pane grattugiato e un cucchiaio di strutto o d’olio, bagnare con l’acqua bollente e impastare energicamente. Coprire la massa e lasciare riposare per 10 minuti a temperatura ambiente. Dividere la pasta in tante “biscioline” e staccarne pezzetti dalle dimensioni di un fagiolo, dopodiché trascinarli tenendo il pollice inclinato. Lessarli in abbondante acqua salata per 10 minuti circa, scolarli e condirli con il sugo, impiattare aggiungendo il formaggio grattugiato e il trito di salvia, foglie di sedano, rosmarino e prezzemolo.
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A PIACENZA C’È UNA LUNA NUOVA
Da “La Circolare” periodico dell’Associazione Club di Papillon diretto da Paolo Massobrio n. 2 aprile 2012 anno XVII - A PIACENZA C’ÈUNA LUNA NUOVA
Pomeriggio a Milano, e poi a Piacenza, per andare a cena in un posto molto fascinoso, com’è La Luna Nuova di Gragnano Trebbiense. Con me c’è Paolo Merli, il delegato di Papillon del Ducato, attivo più che mai, in procinto di fare un corso di cucina sulla tradizione piacentina. E la cena sarà per certi versi una sorpresa, non solo perché sancirà una speciale collaborazione su questo territorio che amo in maniera particolare, ma perché i due titolari lo hanno concepito con calore straordinario. E si assaggiano piatti dedicati alla fantasia del momento, non necessariamente codificati nella tradizione. Sarò felice, appena uscito, di mettermi a scrivere la recensione e pubblicarla in tempo reale sulla guida per iPhone e iPad Il Golosario-Ristoranti.
È stato un fine settimana faticoso ma carico di speranza. Faticoso per i giri in auto, per tutto ciò che sta partendo, come pianificazione di un anno, ma carico di una speranza per queste amicizie nuove, che sono come un bel giorno: penso a Stefano Storti, penso a Paolo Merli. Tutto questo penso mentre con l’auto mi godo gli ultimi scorci della campagna piacentina, prima di entrare al casello di Castel San Giovanni per arrivare a casa.
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03/04/2012
Newsletter n. 008 del 3 aprile 2012
:: Una fede che abbraccia tutto (di Padre Aldo Trento)
Paolo Massobrio, un nome conosciuto nell’arte culinaria italiana. La sua fondazione, “Papillon”, in pochi anni ha abbracciato tutto lo stivale, da Milano a Palermo. L’ho conosciuto alcuni mesi fa, a una cena da lui organizzata per raccogliere fondi per la fondazione “San Rafael”. (pubblicato sul settimanale TEMPI n. 13 del 4 aprile 2012) … (segue) http://www.papillondelducato.it/?page_id=1280
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:: Il Monferrato piace anche su iPad - Subito un successo per la guida di Papillon che ottiene 5 stelle.
Il Monferrato piace. A dirlo sono i dati con tre zeri delle persone che in sole tre settimane hanno scaricato l'applicazione per iPhone e iPad Il Golosario Monferrato, raggiungendo in poco tempo il massimo degli apprezzamenti della rete, ossia le ambite 5 stelle ... (segue) http://www.papillondelducato.it/?page_id=1284
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:: L’altra faccia dell’italian sounding al Vinitaly
Il fenomeno del cosiddetto “italian sounding”, inteso come l’imitazione dei nostri manufatti di esportazione con una veste che evoca colori, simboli o terminologie riconducibili al sentimento di italianità, è stato affrontato dalla sommelier Eva Kottrova al Vinitaly 2012 dal punto di vista del consumatore oltre confine appassionato del buon cibo e del buon bere italiano … (segue) http://www.papillondelducato.it/?page_id=1287
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:: Venerdì 30 aprile ultima serata del corso “… e li chiamano avanzi” - La cucina piacentina nel Medioevo curiosità storiche sui Pisarei e fasö.
Una tradizione, certamente attendibile, attribuisce la nascita del tipico piatto povero piacentino “Pisarei e fasö” alla necessità dei conventi in epoca Medioevale, di rifocillare con quanto si poteva avere a disposizione, i pellegrini che percorrendo la via Francigena e le sue diramazioni, facevano tappa nel territorio piacentino ... (segue) http://www.papillondelducato.it/?page_id=1289
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Auguri di Buona Pasqua 2012 …
(segue) http://www.papillondelducato.it/wp-content/uploads/2011/11/pasqua_2012_auguri_PdD.jpg
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21/03/2012
Newsletter n. 007 del 20 marzo 2012
Paolo Massobrio tra le "firme" di Expo 2015
Un prestigioso riconoscimento al fondatore dell’Associazione Club di Papillon e grande estimatore del territorio piacentino e dei suoi prodotti enogastronomici
Il Commissario Generale per l’Expo 2015 ha nominato il giornalista Paolo Massobrio tra le personalità che faranno parte del Comitato “Le Firme dell’Expo”. Paolo Massobrio, 51 anni, è già stato membro del Comitato Scientifico per la candidatura di Milano all’esposizione universale ed ora viene chiamato a un nuovo, importante compito accanto a personalità come Gilda Bojardi, Franco Branciaroli, Manuela Di Centa, Pietro Petraroia, Sergio Escobar, Stéphan Lissner, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e il collega Davide Paolini. Il Commissario generale di Expo 2015 Roberto Formigoni, nella lettera inviata al giornalista, scrive: Attraverso l’Expo Milano 2015 vogliamo realizzare un palinsesto unico di eventi che integri e moltiplichi la visibilità dell’offerta italiana: nei sei mesi compresi tra maggio e ottobre 2015 l’Italia sarà chiamata a presentare il meglio delle proprie proposte turistiche e culturali, in una cornice esclusiva e irripetibile.
Per leggere tutto il contributo clicca su questo link: http://www.papillondelducato.it/?page_id=1240
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Expo 2015: un clic per la Piacenza da gustare
Fra i progetti per invogliare a venire nel Piacentino e accogliere nel migliore dei modi turisti e operatori turistici dell’Expo del 2015 c’è quello del club “Papillon del Ducato”, associazione senza fini di lucro che ha appena pochi mesi di vita ma, anche grazie all’esperienza del club nazionale, pensa già in grande per valorizzare il territorio piacentino con la sua storia, i suoi monumenti, le sue bellezze naturali, i suoi prodotti enogastronomici e quanti fra agricoltori, artigiani, commercianti e ristoratori meritano d’essere segnalati per l’eccellenza o incoraggiati per raggiungerla. L’idea è quella di realizzare una piattaforma informatica di comunicazione e promozione del territorio piacentino quale luogo d’arte, di cultura e di eccellenze per il palato.
Per leggere tutto il contributo clicca su questo link: http://www.papillondelducato.it/?page_id=1245
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Cose buone e belle
“Cose buone e belle”: è questo il nome della rubrica con cui il settimanale della Diocesi di Piacenza-Bobbio proporrà temi ed elementi di riflessione per far crescere la conoscenza delle tradizioni e della ricchezza culturale ed enogastronomica del nostro territorio nella convinzione che la consapevolezza e la salvaguardia delle tradizioni sono sintomo di civiltà.
Raccontare la vita di chi lavora per la tradizione
“Cose buone e belle” vuole essere uno spazio dove raccontare la passione di uomini e donne che nelle loro botteghe e negozi, nelle cantine e nelle enoteche, nelle trattorie e nei ristoranti, concorrono a sostenere non solo le tradizioni del nostro territorio ma anche la sua economia.
Per leggere tutto il contributo clicca su questo link: http://www.papillondelducato.it/?page_id=1251
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Dalla notizia del giorno del 20 marzo 2012
Il 20 marzo è iniziata ufficialmente la primavera. Dalla mattina di martedì, col sole perpendicolare all'equatore alle 6.14 e le ore di luce che pareggiano quelle di buio. E' una stagione che porta naturalmente benessere, scrive Repubblica Milano, perché legata all'aumento della produzione di serotonina, l'ormone del buonumore, prodotto in base alle ore di luce. E sempre di relax si parla anche sulle pagine de La Stampa di oggi, con la moda dei nuovi "flower bar", locali ibridi tra caffé e fioraio, dove le fragranze che si mescolano hanno una funzione antistress. Ne spuntano in ogni città, da Torino con la "Floris house" a Milano con il "Fioraio Bianchi" sino a Roma dove apre "Le flaneur". Sempre in tema di relax, su Avvenire di oggi leggiamo che un vero e proprio antistress non esiste: l'unico rimedio - secondo la ricerca dell'università di Gothenburg - è ascoltare mezzora al giorno al propria musica preferita, da quella classica all'hard rock.
Per leggere tutto il contributo clicca su questo link: http://www.clubpapillon.it/notizia-del-giorno-2.asp?id=32...
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Lunga vita a Vinitaly
La data magica è quella del 1986: il primo Vinitaly da giornalista, per chi scrive, ma anche il primo di Giovanni Mantovani, 54 anni, attuale direttore generale di FieraVerona. Il fatto è che la data, che sta a metà del guado dalla nascita di questa fiera (era il 1967 quando sorsero a Verona le “Giornate del Vino”), ricorda l'annus horribilis del vino italiano giacchè un mese prima, in Piemonte, era scoppiato lo scandalo del vino al metanolo. “Era domenica, quando arrivai a Vinitaly – ricorda Mantovani - e Angelo Betti, l'allora direttore che aveva inventato questa fiera mi disse: “Non penserai mica di lavorare oggi ? Vieni con me a fare un giro...”.
Per leggere tutto il contributo clicca su questo link: http://www.clubpapillon.it/paolo2_articolo.asp?id=3912515
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07/03/2012
la newsletter del 7 marzo 2012
:: Fiera dei vini della Luna di Marzo - Palazzo dell'Enofila • 9-11 marzo
Dal 9 all'11 marzo, il Palazzo dell'Enofila di Asti sarà sede della seconda edizione della Fiera dei Vini della Luna di Marzo, con la presenza dei migliori vini del Piemonte, le eccellenze di Golosaria e di “Asti fa goal” e il Festival delle Sagre Invernali.
Sabato, ore 11 • Talk “Investire nel Monferrato? È un buon affare. Parola di ...”
Modera Paolo Massobrio, presidente Club di Papillon
Info e programmi: www.doujador.it – www.festivaldellesagre.it
Ingresso libero - Bicchiere per le degustazioni con tasca a 2 euro
per leggere tutto il clontributo cliccare qui
:: Le specialità piacentine a Golosaria nel Monferrato
A Vignale Monferrato sono stati presenti i comuni di Nibbiano, Pecorara e Ferriere con le associazioni: La Strada dei Mulini, LaValtidone e i Tartufai Piacentini che nei tre gazebo piacentini hanno a portato tutta la nostra piacentinità presentando i salumi dop (salame, coppa e pacetta), la treccia di Trevozzo, l’olio della Valtidone, la focaccia e il pane di patate, le ciambelline di Sarmato e le tartufaie di Pecorara, ovviamente il tutto accompagnato dai vini della Valtidone.
per leggere tutto il clontributo cliccare qui
:: Iniziato il corso di cucina "e li chiamano avanzi"
Venerdì 2 marzo presso l'oratorio "Nostra Signora della Trinità" a Piacenza è iniziato il corso di cucina che vedrà una ventina di partecipanti incontrarsi tutti i venerdì fino al prossimo 30 marzo con il cuoco gentleman Antonio Illari aiutato dal giovane Luca Politi studente alla Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni a Piacenza ...
per leggere tutto il clontributo cliccare qui
:: Il Golosario Monferrato - ESCE L'APP “IL GOLOSARIO MONFERRATO” la guida di Paolo Massobrio PER VIVERE IL TERRITORIO PIU' CASTELLATO D'ITALIA
Oltre 1.200 segnalazioni tra ristoranti, trattorie, agriturismo, alberghi, b&b, cantine, negozi, produttori e luoghi da vedere: l'APP indispensabile per il turismo enogastronomico in Monferrato firmata da Paolo Massobrio, autore della GuidaCriticaGolosa e del Golosario …
per leggere tutto il clontributo cliccare qui
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Fiera dei vini della Luna di Marzo
Palazzo dell'Enofila • 9-11 marzo
Dal 9 all'11 marzo, il Palazzo dell'Enofila di Asti sarà sede della seconda edizione della Fiera dei Vini della Luna di Marzo, con la presenza dei migliori vini del Piemonte, le eccellenze di Golosaria e di “Asti fa goal” e il Festival delle Sagre Invernali
Sabato, ore 11 • Talk “Investire nel Monferrato? È un buon affare. Parola di...”
Modera Paolo Massobrio, presidente Club di Papillon
Info e programmi: www.doujador.it – www.festivaldellesagre.it
Ingresso libero - Bicchiere per le degustazioni con tasca a 2 euro
venerdì dalle 17 alle 23; sabato dalle 11 alle 23; domenica dalle 10 alle 19
Golosaria... tra Castelli e Paesi
Cisterna d’Asti - Castello di Cisterna d'Asti • VENERDI', SABATO E DOMENICA
Apertura del Museo dedicato alle Arti e ai Mestieri di un tempo. Orari di apertura: venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 marzo, dalle ore 15 alle 18,30. Si effettuano solo visite guidate a pagamento
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Le specialità piacentine a Golosaria nel Monferrato
La regione più “castellata d'Italia?” E' il Monferrato, terra ricca di storia, ma anche di paesaggi, prodotti e personaggi unici. Da sei anni, alla vigilia della Primavera, questo territorio diventa uno show room, dove i castelli aprono le loro porte, per ospitare produttori di cose buone provenienti da ogni parte d'Italia (quelli del Golosario appunto) e per far assaggiare il vino nuovo. Il Monferrato come lo si vede a Golosaria è un'occasione unica, una sorta di festival itinerante da vivere paese dopo paese, Golosaria è una rassegna di cultura e gusto promossa dal Club di Papillon. Un evento in cui si accendono i riflettori sui migliori produttori artigianali d’Italia, selezionati dal libro Il Golosario di Paolo Massobrio. Questi si danno appuntamento, ogni autunno, a Milano e a Torino e in Primavera nel Monferrato, per mettere in mostra le tante eccellenze gastronomiche di cui l’Italia è ricca. Paste, sughi, formaggi, salumi, dolci artigianali, birra, cioccolato accanto alla selezione di 100 migliori vini d'Italia, i Top Hundred premiati da Paolo massobrio e Marco Gatti.
La manifestazione, che ha avuto inizio lo scorso weekend e terminerà il prossimo fine settimana, è una rassegna itinerante che ha lo scopo di dimostrare come il gusto possa far vivere, animandolo, un territorio.
Quest’anno nella giornata di domenica 4 marzo si è tenuta la prima edizione di "Piazza De.Co." che a voluto riunire nello stesso luogo le denominazioni comunali che hanno creato un percorso comune con il Club di Papillon nell'ultimo decennio. Il fenomeno denominazioni comunali in Italia, ha infatti, da sempre accompagnato il Club di Papillon, dalla sua nascita (da un'idea di Gino Veronelli) fino allo storico convegno di Alessandria del 2005. Vignale Monferrato, paese De.Co. con la bagnacauda, è stato scelto per la sua storicità e per la bellezza architettonica. Ospiterà una sfilata di De.Co. che non saranno solo prodotti, ma paesi, con le loro particolarità e bellezze. La denominazione comunale infatti è proprio questo: non un marchio, ma un censimento con cui il sindaco fissa in una delibera le ricchezze del suo territorio. Che siano prodotto della terra, manufatti artigianali, prelibatezze gastronomiche o elementi del folklore, dai canti alle arti.
Grazie all’interessamento del delegato piacentino del Club di Papillon del Ducato, Paolo Merli, a Vignale Monferrato sono stati presenti i comuni di Nibbiano, Pecorara e Ferrierecon le associazioni: La Strada dei Mulini, LaValtidone e i Tartufai Piacentini che nei tre gazebo piacentini hanno a portato tutta la nostra piacentinità presentando i salumi dop (salame, coppa e pacetta), la treccia di Trevozzo, l’olio della Valtidone, la focaccia e il pane di patate, le ciambelline di Sarmato e le tartufaie di Pecorara, ovviamente il tutto accompagnato dai vini della Valtidone.
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Iniziato il corso di cucina "e li chiamano avanzi"
Venerdì 2 marzo presso l'oratorio "Nostra Signora della Trinità" a Piacenza è iniziato il corso di cucina che vedrà una ventina di partecipanti incontrarsi tutti i venerdì fino al prossimo 30 marzo con il cuoco gentleman Antonio Illari aiutato dal giovane Luca Politi studente alla Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni a Piacenza.
Il corso “… e li chiamano avanzi! A tavola con gusto e senza sprechi” è stato organizzato dalla locale delegazione del Club di Papillon che con questa iniziativa vuole sottolineare come oggi nonostante le famiglie risentano della crisi è il periodo nel quale maggiore è lo spreco di cibo. Paolo Merli, delegato del Club di Papillon ha messo in evidenza come la catena del “cibo perso” ha origini lontane e va dal produttore, al distributore, al consumatore, ognuno ci mette del suo, ma la conclusione rimane sempre la stessa … il bidone della spazzatura.
Il corso vuole essere un’aiuto per riscoprire l’utilizzo di quello che avanza in cucina attraverso la nostra cucina tradizionale, che è ricca di ricette a base di avanzi di pasta, carne, pesce, pane secco e altro ancora. Il corso è diviso in cinque lezioni della durata di circa novanta minuti l’una. I prossimi incontri si terranno sempre al venerdì alle ore 21:00 presso la cucina del nuovo Oratorio della SS. Trinità di Piacenza e i successivi incontri saranno nelle serate del 9 – 16 - 23 - 30 marzo.
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Il Golosario Monferrato
Il Golosario Monferrato, la nuova app gratuita firmata da Paolo Massobrio, è online da oggi sull'App Store, disponibile per iPhone, iPad e iPod Touch. Ideata in occasione dell’edizione 2012 della manifestazione Golosaria in Monferrato è un utile e innovativo strumento per conoscere in modo semplice e diretto quella che è la regione più castellata d’Italia. L'applicazione, suddivisa tra le province di Alessandria ed Asti, è organizzata in quattro sottozone, in cui si potranno effettuare ricerche relative a: dove mangiare, dove dormire, cosa vedere, cantine, dove acquistare. La scelta spazia tra oltre 1200 segnalazioni (ristoranti, trattorie, agriturismo, alberghi, b&b, cantine, negozi, produttori e luoghi da vedere) che possono essere cercate selezionando la zona di interesse o all’interno dell’intero Monferrato. È inoltre possibile effettuare le ricerche utilizzando la georeferenziazione, il tasto “around me” (anche da posizione remota, per organizzare il viaggio da qualsiasi luogo), ma anche condividere le informazioni con gli amici, salvare tra “i preferiti” le segnalazioni utili e aggiungere in calce ad ogni scheda note personali.
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27/02/2012
La newsletter del 26 febbraio 2012
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Successo per la Cena in ComPagnia
Tutti i gruppi, per 1.000 persone che in contemporanea hanno cenato per raccogliere fondi in favore della pizzeria San Rafael di Padre Aldo Trento. Ecco l'elenco dei gruppi e l'esito della raccolta, che aggiorneremo ancora.
A Piacenza la serata si è svolta domenica 19 febbraio presso la famiglias Piasinteina, grazie a tutti coloro che hanno partecipato e hanno contribuito all'opera di padre Aldo, un particolare ringraziamento a quanti, con la loro disponibilità hanno reso possibile e hanno collaborato alla realizzazione dell'evento.
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26/02/2012
Assemblea di Papillon del Ducato
E' nata ufficialmente l'altra sera la delegazione di Piacenza e Parma del "Club Papillon", si chiamerà "Papillon del Ducato". In campo locale, con iniziative proprie e della direzione nazionale, seguirà le finalità del club che sono essenzialmente la promozione della cultura enogastronomica e la riscoperta delle tradizioni enologiche, agricole, culinarie italiane e in particolare del territorio di Piacenza e Parma; il tutto senza fini di lucro e rivolgendosi soprattutto alle famiglie perché si valorizzi il piacere di ritrovarsi a tavola in serenità, con cibi genuini e scelti con attenzione al gusto e al portafogli.
Nell'assemblea costitutiva è stato eletto delegato di zona Paolo Merli, che ha promosso la nascita della sezione dopo aver conosciuto il fondatore del club nazionale, il giornalista Paolo Massobrio. Componenti del direttivo sono risultati eletti Ivana Grazioli (tesoriere), Antonio Illari, Enzo Beretta, Giacomo Costellini, Federica Ridella, Luca Politi, Paolo Cagnani e Ludovico Lalatta Costerbosa.
Domenica sera, ospite della Famiglia Piasinteina, "Papillon del Ducato", in contemporanea con le altre delegazioni italiane, ha organizzato la "Cena In ComPagnia", "un gesto semplice per capire di più il gusto della vita - ha ricordato Paolo Merli - e proprio partendo dal piacere di condividere un buon cibo, preparato e presentato con cura, noi cerchiamo di rivolgerci anche a chi può aver bisogno di noi". E la cena era davvero particolare: i partecipanti hanno portato ciascuno un piatto preparato a casa e poi hanno versato 20 euro, come fossero andati in trattoria e l'intera somma raccolta è stata devoluta alle iniziative sociali di un missionario in Paraguay, Padre Aldo Trento.
La Cantina Valtidone ha partecipato all'iniziativa offrendo suoi vini. Fra i commensali il componente del gruppo teatrale della "Famiglia Piasinteina" Gigi Pastorelli che, molto applaudito, ha letto poesie in piacentino.
Articolo pubblicato sul quotidiano cittadino di Piacenza "Libertà" martedì 21 febbraio 2012
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Antonio Illari alla "Supera d'Argint"
Presso l’Accademia della Cucina Piacentina, anche quest’anno si svolge il concorso “Supera d’Argint (zuppiera d’argento)”, aperto ai cuochi non professionisti. Nella sezione cuochi gentleman tra i partecipanti vi è il nostro socio Antonio Illari il quale, nella prima serata del concorso, ha proposto scamponi al lardo di Colonnata su risotto di mare e ha proseguito con gamberoni in salsa di cipolla e fegato grasso. Antonio si è qualificato per le finali dell’ambito concorso piacentino e mentre si sta preparando per la finale condurrà - affiancato dal giovane Luca Politi - il corso di cucina “… e li chiamano avanzi” che si terrà presso la cucina del nuovo oratorio della SS. Trinità di Piacenza con inizio venerdì 2 marzo alle ore 21:00
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28/01/2012
news 03/2012
Papillon del Ducato la newsletter del 28/0172012
:: AnoliniDay
Pranzo domenicale con la tradizionale Gara di Anolini. Gareggianti e spettatori sono invitati a partecipare e testimoniare l’ambita premiazione finale al vincitore! Anvëin – Anolini Piacentini Gli anolini sono una tipologia di pasta ripiena originaria della provincia di Piacenza, si tratta di un piatto con radici antiche, tramandato da generazioni nelle famiglie piacentine … per leggere tutto il contributo, clicca qui
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:: La cena “In ComPagnia”
La cena In ComPagnia è un gesto semplice che dopo cinque edizioni risulta il più partecipato dai soci e dagli amici di Papillon. Nelle edizioni passate siamo arrivati a essere in mille a pranzare in contemporanea in qualsiasi angolo dell’Italia condividendo il pane. La radice della parola “compagnia” è infatti “cum panis”, ma in questo caso ha un significato ancora più profondo perché … per leggere tutto il contributo, clicca qui
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:: Corso di cucina “… e li chiamano avanzi!”
Il Club di Papillon del Ducato organizza il corso di cucina “… e li chiamano avanzi! A tavola con gusto e senza sprechi” con lo “Chef de Cuisine” Antonio Illari.
La catena del “cibo perso” ha origini lontane e va dal produttore, al distributore, al consumatore, ognuno ci mette del suo, ma la conclusione rimane sempre la stessa … per leggere tutto il contributo, clicca qui
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:: La cucina è la vostra passione?
La sede di Piacenza della Scuola Alberghiera e di Ristorazione di Serramazzoni propone quattro serate in cui conoscenza, tecnica, curiosità e perché no … divertimento si combineranno per allietarvi. Chef e pasticcere di provata esperienza e talento saranno i Vostri consulenti di arte culinaria con accenni alla mise en place, abbinamento vini, decorazioni!!! … per leggere tutto il contributo, clicca qui
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22/01/2012
news 02/2012
La newsletter di Papillon del Ducato del 22 gennaio 2012
La conoscenza si realizza attraverso l’esperienza
Il Golosario secondo Luca Doninelli
di seguito il testo completo dell’articolo di Luca Doninelli dal titolo: “Mettiamoci comodi a tavola per digerire il pessimismo”, apparso su Il Giornale di venerdì 11 novembre. “L’editoria enogastronomica non mi ha mai interessato” …
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Libro cult, vero e proprio riferimento del “turismo enogastronomico italiano” in oltre 1.000 pagine racconta l’Italia del gusto nel suo insieme, con i suoi territori, le sue produzioni tipiche, i volti e le storie di chi li produce, gli oltre 4.000 “luoghi del gusto” dove acquistare il meglio della produzione artigianale alimentare, le sue aziende vitivinicole con i vini top e i suoi migliori ristoranti provati dallo staff di Papillon …
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all’interno di Golosaria 2012 nel Monferrato Domenica 11 marzo con la partecipazione del Comune di Grazzano Badoglio dalle 11:00 alle 17:00 visite guidate di giardini, corti e cortili delle più antiche dimore di Grazzano Badoglio che per l’occasione apriranno porte e cancelli. Inaugurazione del rinnovato “Orto benedettino” all’interno dell’antico Chiostro dell’abbazia aleramica con visita alla Chiesa Parrocchiale dei SS. Vittore e Corona che custodisce al suo interno la tomba di Aleramo, I° Marchese del Monferrato. …
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L’Antica Osteria della Pesa – Relais Cascina Scottina ha il piacere di invitarvi Venerdì 03 Febbraio 2012 all’evento TRUFFLE SHOW 2012
Menù della serata
Entrèe: La piccola tartara di fassona al tartufo nero pregiato
Antipasto: Toast croccante con biete novelle, uova in camicia al tartufo bianchetto e crema al parmigiano
Primo Piatto: I ravioli di patate con tartufo nero pregiato
Secondo Piatto: Il filetto di vitello al profumo di vaniglia con tartufo nero pregiato e ratatouille di verdure
Dessert: Gelato alla crema e tartufo bianchetto
Vini sapientemente abbinati dai sommeliers dell’Antica Osteria della Pesa …
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Club “Papillon del Ducato”Delegazione di Piacenza e Parma del Club di PapillonEmail: news@papillondelducato.it
Web site: www.papillondelducato.it - Blog: http:papillondelducato.myblog.it
AVVERTENZE: D.L. 30/06/2003 n. 196. Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Per cancellare l’iscrizione alla newsletter clicca qui club@papillondelducato.it e scrivi nell’oggetto della mail: CANCELLAMI
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05/01/2012
news 001/2012
La newsletter di Papillon del Ducato del 05/01/2012
L’enogastronomia vettore culturale
Il turista moderno, non cerca prodotti e luoghi turistici standardizzati, egli chiede novità, in particolare percorsi tematici legati ai siti di interesse artistico, culturale e religioso.
Anche le tradizioni enogastronomiche vengono considerate una ricchezza del nostro patrimonio culturale e questa forma di turismo sta conquistando un numero sempre crescente di ”appassionati”, alla ricerca di sapori e di tradizioni autentiche.
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… e li chiamano avanzi!
ogni anno vanno perdute oltre un miliardo di tonnellate di cibo, circa un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano, grosso modo 1,3 miliardi di tonnellate va perduto o sprecato. Lo spreco di alimenti perfettamente commestibili ha assunto una dimensione che non può venire ignorata. La catena del cibo perduto ha origini lontane e va dal produttore, al distributore, al consumatore, ognuno ci mette del suo ma la conclusione è sempre e solo la stessa … il bidone della spazzatura.
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Golosaria tra i castelli del Monferrato
La regione più “castellata d’Italia?” E’ il Monferrato, terra ricca di storia, ma anche di paesaggi, prodotti e personaggi unici. Da cinque anni, alla vigilia della Primavera, facciamo diventare questo territorio uno show room, dove i castelli aprono le loro porte, per ospitare produttori di cose buone provenienti da ogni parte d’Italia (quelli del Golosario appunto) e per farci assaggiare il vino nuovo.
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Ti aspettiamo!

Club “Papillon del Ducato” Delegazione di Piacenza e Parma del Club di Papillon
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news 006/2011
La newsletter del 23/12/2011 del Club di Papillon del Ducato
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news 005/2011
La newsletter del 16/12/2011 del Club di Papillon del Ducato
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news 004/2011
La newsletter del 09/12/2011 del Club di Papillon del Ducato
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news 003/2011
La newsletter del 02/12/2011 del Club di Papillon del Ducato
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news 002/2011
La newsletter del 30/11/2011 del Club di Papillon del Ducato
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news 001/2011
La newsletter del 25/11/2011 del Club di Papillon del Ducato
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