01/05/2012

LA CUCINA PIACENTINA NEL MEDIOEVO

Da “La Circolare” periodico dell’Associazione Club di Papillon diretto da Paolo Massobrio n. 2 aprile 2012 anno XVII - LA CUCINA PIACENTINA NEL MEDIOEVO - Pisarei “Francigeni” curiosità storiche sui Pisarei e fasö

laCircolare_pisarei.JPGUna tradizione, certamente attendibile, attribuisce la nascita del tipico piatto povero piacentino “Pisarei e fasö” alla necessità dei conventi in epoca Medioevale di rifocillare con quanto si poteva avere a disposizione, i pellegrini che, percorrendo la via Francigena e le sue diramazioni, facevano tappa nel territorio.

Ma com’erano i Pisarei e fasö che nel Medioevo venivano offerti ai pellegrini? La domanda può sorgere da una curiosità storica o dal desiderio di voler riproporre l’autentico piatto di allora, magari per gustarlo in compagnia divertendosi a indossare i panni dei viandanti, dei frati e dei popolani del tempo. Il Club di Papillon del Ducato, nel corso di cucina “... e li chiamano avanzi” ha proposto ricette tratte dal libro “Avanzi d’autore” di Giovanna Ruo Berchera e Paolo Massobrio, mentre l’ultima serata ha visto proporre una ricetta che è nata dalla ricerca svolta da Ludovico Lalatta Costerbosa e da Antonio Illari, stimolati dal delegato della delegazione di Piacenza e Parma del Club di Papillon e che riguarda proprio i “Pisarei e fasö”.

I cucinieri medioevali piacentini non potevano disporre di salsa di pomodoro, per il semplice fatto che la bacca destinata a diventare “l’oro rosso” della nostra pianura non era ancora arrivata dalle Americhe. Per convenzione il Medioevo viene considerato concluso proprio con la scoperta di Cristoforo Colombo. Anche senza pomodoro i Pisarei e fasö erano ugualmente ottimi … soprattutto se a gustarli erano pellegrini con ore di cammino nei piedi e la pancia vuota.

Anche per i fagioli è emerso che i Borlotti, considerati i più adatti per il nostro piatto, non erano disponibili per i pellegrini medievali. Anche molto, molto prima che Colombo spiegasse le vele delle caravelle verso le Americhe, erano disponibili nella nostra penisola i fagioli, ma erano di un’unica varietà - a quanto sappiamo - ed era arrivata nella penisola italica già all’epoca etrusca, dalla fertile pianura alluvionale del Nilo: si tratta del “fagiolo all’occhio” o dolico (Dolichos) originario delle regioni tropicali dell’Asia e dell’Africa. Di taglia piccola, rispetto ai cugini d’America, è di colore chiaro, quasi bianco, presenta una caratteristica macchiolina nera, circolare, nel punto dove il seme era attaccato al baccello. Una macchiolina che ricorda un occhio. Il luogo d’origine dell’importazione nella nostra penisola gli attribuì il nome di “Fagiolo d’Egitto”. Sulle rive del Nilo la sua coltivazione era facile. Certamente faceva parte dei cibi più diffusi fra il popolo, ma vi sono documenti che attestano come fosse anche il cibo base dei sacerdoti di Iside durante i riti, nonché un’offerta per la divinità. Greci e antichi Romani consumavano abitualmente i fagioli, ma non lo consideravano un cibo prelibato. Virgilio lo definiva “vilem phaseulum”.

È interessante constatare come altri legumi abbiano addirittura dato il nome a illustri famiglie latine, come i piselli, dai quali prese nome la gens gallo-piacentina dei Pisoni, della quale facevano parte il console Lucio Calpurnio la cui figlia Calpurnia, attorno al 59 a.C. andò in sposa a Giulio Cesare. Sono le lenticchie a dare il nome alla famiglia dei Lentulo e dalle fave deriva il nome della gens Flavia. Mentre ai fagioli è stato negato un simile onore. Nico Valerio, nel suo interessante volume La tavola degli antichi (Mondadori, prima edizione 1989) sottolinea che il Dolichos era consumato con tutto il baccello, come i fagiolini, o anche sgranato, ma non a completa maturazione, perché produceva tossine antiproteiche velonose. L’autore cita una sola ricetta antica con fagioli, un contorno cotto di “fagioli con l’occhio” cotti in un coccio con l’aggiunta, poco prima di levare la pignatta dal fuoco, di cipolla, foglie di prezzemolo e sale e subito dopo, come condimento, olio, aceto, santoreggia, olive nere snocciolate, sedano verde tritato e aglietto fresco. Nico Valerio rileva anche che gli Etruschi non assimilarono dagli Egizi solo il culto di Iside (Iside di Vulci) ma anche l’uso dei fagioli e aggiunge che la varietà del fagioli Dolichos sopravvive ancora in Toscana, anche se il più delle volte per coprire pergolati con i suoi bei fiori.

L’antico fagiolo con l’occhio, proprio quello degli egizi, dei romani e dei piacentini del Medioevo è coltivato, seppur in piccola quantità e non per farne commercio, a pochi chilometri da Piacenza, a Pizzighettone. La cittadina murata in provincia di Cremona è animata da un’associazione intraprendente, il “Gruppo Volontari Mura”, una onlus che da vent’anni allestisce, con straripante successo, la tre giorni del “Fasulin de l’öc cun le cudeghe”, fagioli bianchi con la macchiolina nera abbinati alle cotiche di maiale. «Vent’anni fa - ci racconta uno dei padri della manifestazione, e fondatore dalla onlus, il perito agrario Pierantonio Bonardi, tecnico con quasi quarantennale esperienza alla Facoltà d’Agraria della Cattolica piacentina - quando abbiamo pensato di rilanciare con un grande banchetto il piatto tipico locale, i “Fasulin de l’öc cun le cu deghe”, abbiamo avuto la brutta sorpresa di non trovare più qui da noi coltivazioni del piccolo fagiolo fino agli anni Cinquanta-Sessanta non ancora scomparso dai nostri orti. Siamo riusciti a recuperare e seminare il nostro vero fagiolo de l’öc.

Valorizzare l’antica cucina, oltre quella tradizionale più vicina a noi, è certamente un’operazione che può soddisfare il gusto, ma soprattutto il piacere della ricerca culturale». C’è chi classifica il nostro fagiolo bianco con l’occhio addirittura nella famiglia dei piselli. Cuoce prima dei fagioli d’Oltreoceano. Ha un ottimo contenuto di proteina vegetale, molti meno grassi e zuccheri rispetto ad altri legumi ed è quindi più adatto degli altri fagioli a diete ipocaloriche. È ricco di fibre e ferro. Minor resa produttiva e maggiore difficoltà nella raccolta, a confronto con le varietà dei fagioli provenienti da Oltreoceano, ne aveva fatto scomparire la coltivazione, se non in qualche orto, sin dalla metà del Cinquecento. Attualmente il fagiolo dell’occhio (ma sarà proprio la varietà egizia che finiva sulle tavole degli antichi Romani e di tante popolazioni italiche fino a tutto il Medioevo? ) è tornato ad essere coltivato per la commercializzazione in territori del Centro e del Sud Italia: Marche, Umbria, Lazio e soprattutto in Campania. Nella valle del Sele e nel Salernitano è chiamato “occhitiello”.

A proposito della coltivazione c’è da ricordare che le leguminose hanno nelle radici un batterio capace di fissare l’azoto dell’aria. Tale proprietà può essere sfruttata, con la rotazione delle colture, per la concimazione naturale.

Da non dimenticare che gli antichi piacentini, che ci hanno lasciato la tradizione dei Pisarei e fasö, hanno realizzato, inconsapevolmente, una importante regola alimentare oggigiorno molto raccomandata, che prescrive l’abbinamento di cereali e legumi per una migliore assimilazione di questi. I legumi in questi ultimi decenni hanno trovato sempre meno spazio nella dieta, eppure sono un cibo straordinario. Invece devono essere considerati, abbinati ai cereali, la fonte più frequente di proteine, la più sana e quella che comporta meno rischi. C’è chi sostiene che la loro diminuzione progressiva nella dieta contemporanea sia addirittura una delle cause delle malattie legate all’alimentazione scorretta.

 

“L’antica ricetta dei pisarei e fasö piacentini”

Ingredienti per la pasta:

• gr. 300 farina bianca “00”
• gr. 300 pane grattugiato
• strutto o in alternativa olio extravergine
• acqua bollente qb.

Ingredienti per il sugo:

• gr. 300 di fagioli dall’occhio nero secchi
• 1 cipolla bianca
• 2 coste di sedano
• 2 carote
• gr. 70 lardo pesto (realizzato con lardo, 2 spicchi d’aglio e un ciuffo di prezzemolo)
• 2 cotenne di maiale sbollentate per 30 minuti
• trito di salvia, rosmarino, prezzemolo e foglie di sedano
• sale, pepe, strutto o in alternativa olio extravergine di oliva
• formaggio grattugiato (grana padano)

Preparazione:

Per il sugo: mettere a bagno per 8-10 ore circa i fagioli in acqua, quindi lessarli a metà cottura. Tritare finemente la cipolla, la carota e il sedano e lasciare appassire le verdure a fiamma moderata con poco strutto (o in alternativa olio extravergine). Aggiungere qualche cucchiaio d’acqua dei fagioli, precedentemente lessati, il lardo pesto, e cuocere per circa 30 minuti. Aggiungere i fagioli con il loro liquido di cottura, le cotiche e cuocere a fiamma bassissima per circa 2-3 ore. Salare e pepare. Per la pasta: mescolare la farina con il pane grattugiato e un cucchiaio di strutto o d’olio, bagnare con l’acqua bollente e impastare energicamente. Coprire la massa e lasciare riposare per 10 minuti a temperatura ambiente. Dividere la pasta in tante “biscioline” e staccarne pezzetti dalle dimensioni di un fagiolo, dopodiché trascinarli tenendo il pollice inclinato. Lessarli in abbondante acqua salata per 10 minuti circa, scolarli e condirli con il sugo, impiattare aggiungendo il formaggio grattugiato e il trito di salvia, foglie di sedano, rosmarino e prezzemolo.

A PIACENZA C’È UNA LUNA NUOVA

Da “La Circolare” periodico dell’Associazione Club di Papillon diretto da Paolo Massobrio n. 2 aprile 2012 anno XVII - A PIACENZA C’ÈUNA LUNA NUOVA

laCircolare_LunaNuova.JPGPomeriggio a Milano, e poi a Piacenza, per andare a cena in un posto molto fascinoso, com’è La Luna Nuova di Gragnano Trebbiense. Con me c’è Paolo Merli, il delegato di Papillon del Ducato, attivo più che mai, in procinto di fare un corso di cucina sulla tradizione piacentina. E la cena sarà per certi versi una sorpresa, non solo perché sancirà una speciale collaborazione su questo territorio che amo in maniera particolare, ma perché i due titolari lo hanno concepito con calore straordinario. E si assaggiano piatti dedicati alla fantasia del momento, non necessariamente codificati nella tradizione. Sarò felice, appena uscito, di mettermi a scrivere la recensione e pubblicarla in tempo reale sulla guida per iPhone e iPad Il Golosario-Ristoranti.

È stato un fine settimana faticoso ma carico di speranza. Faticoso per i giri in auto, per tutto ciò che sta partendo, come pianificazione di un anno, ma carico di una speranza per queste amicizie nuove, che sono come un bel giorno: penso a Stefano Storti, penso a Paolo Merli. Tutto questo penso mentre con l’auto mi godo gli ultimi scorci della campagna piacentina, prima di entrare al casello di Castel San Giovanni per arrivare a casa.

 

07/03/2012

Fiera dei vini della Luna di Marzo

Golosaria_Allessandrino.JPGPalazzo dell'Enofila • 9-11 marzo

Dal 9 all'11 marzo, il Palazzo dell'Enofila di Asti sarà sede della seconda edizione della Fiera dei Vini della Luna di Marzo, con la presenza dei migliori vini del Piemonte, le eccellenze di Golosaria e di “Asti fa goal” e il Festival delle Sagre Invernali

Sabato, ore 11 • Talk “Investire nel Monferrato? È un buon affare. Parola di...”
Modera Paolo Massobrio, presidente Club di Papillon

Info e programmi: www.doujador.itwww.festivaldellesagre.it

Ingresso libero - Bicchiere per le degustazioni con tasca a 2 euro
venerdì dalle 17 alle 23; sabato dalle 11 alle 23; domenica dalle 10 alle 19

Golosaria... tra Castelli e Paesi

Cisterna d’Asti - Castello di Cisterna d'AstiVENERDI', SABATO E DOMENICA
Apertura del Museo dedicato alle Arti e ai Mestieri di un tempo. Orari di apertura: venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 marzo, dalle ore 15 alle 18,30. Si effettuano solo visite guidate a pagamento

Le specialità piacentine a Golosaria nel Monferrato

IMG_0073.JPGLa regione più “castellata d'Italia?” E' il Monferrato, terra ricca di storia, ma anche di paesaggi, prodotti e personaggi unici. Da sei anni, alla vigilia della Primavera, questo territorio diventa uno show room, dove i castelli aprono le loro porte, per ospitare produttori di cose buone provenienti da ogni parte d'Italia (quelli del Golosario appunto) e per far assaggiare il vino nuovo. Il Monferrato come lo si vede a Golosaria è un'occasione unica, una sorta di festival itinerante da vivere paese dopo paese, Golosaria è una rassegna di cultura e gusto promossa dal Club di Papillon. Un evento in cui si accendono i riflettori sui migliori produttori artigianali d’Italia, selezionati dal libro Il Golosario di Paolo Massobrio. Questi si danno appuntamento, ogni autunno, a Milano e a Torino e in Primavera nel Monferrato, per mettere in mostra le tante eccellenze gastronomiche di cui l’Italia è ricca. Paste, sughi, formaggi, salumi, dolci artigianali, birra, cioccolato accanto alla selezione di 100 migliori vini d'Italia, i Top Hundred premiati da Paolo massobrio e Marco Gatti.

IMG_0064.JPGLa manifestazione, che ha avuto inizio lo scorso weekend e terminerà il prossimo fine settimana, è una rassegna itinerante che ha lo scopo di dimostrare come il gusto possa far vivere, animandolo, un territorio.

Quest’anno nella giornata di domenica 4 marzo si è tenuta la prima edizione di "Piazza De.Co." che  a voluto riunire nello stesso luogo le denominazioni comunali che hanno creato un percorso comune con il Club di Papillon nell'ultimo decennio. Il fenomeno denominazioni comunali in Italia, ha infatti, da sempre accompagnato il Club di Papillon, dalla sua nascita (da un'idea di Gino Veronelli) fino allo storico convegno di Alessandria del 2005. Vignale Monferrato, paese De.Co. con la bagnacauda, è stato scelto per la sua storicità e per la bellezza architettonica. Ospiterà una sfilata di De.Co. che non saranno solo prodotti, ma paesi, con le loro particolarità e bellezze. La denominazione comunale infatti è proprio questo: non un marchio, ma un censimento con cui il sindaco fissa in una delibera le ricchezze del suo territorio. Che siano prodotto della terra, manufatti artigianali, prelibatezze gastronomiche o elementi del folklore, dai canti alle arti.

Grazie all’interessamento del delegato piacentino del Club di Papillon del Ducato, Paolo Merli, a Vignale Monferrato sono stati  presenti i comuni di Nibbiano, Pecorara e Ferrierecon le associazioni: La Strada dei Mulini, LaValtidone e i Tartufai Piacentini che nei tre gazebo piacentini hanno a portato tutta la nostra piacentinità presentando i salumi dop (salame, coppa e pacetta), la  treccia di Trevozzo, l’olio della Valtidone, la focaccia e il pane di patate, le ciambelline di Sarmato e le tartufaie di Pecorara, ovviamente il tutto accompagnato dai vini della Valtidone.

Il Golosario Monferrato

ESCE L'APP “IL GOLOSARIO MONFERRATO”
la guida di Paolo Massobrio
 PER VIVERE IL TERRITORIO PIU' CASTELLATO D'ITALIA

GolosarioMonferrato_002.jpg

Oltre 1.200 segnalazioni tra ristoranti, trattorie, agriturismo, alberghi, b&b, cantine, negozi, produttori e luoghi da vedere: l'APP indispensabile per il turismo enogastronomico in Monferrato firmata da Paolo Massobrio, autore della GuidaCriticaGolosa e del Golosario.
GolosarioMonferrato_001.jpgIl Golosario Monferrato, la nuova app gratuita firmata da Paolo Massobrio, è online da oggi sull'App Store, disponibile per iPhone, iPad e iPod Touch. Ideata in occasione dell’edizione 2012 della manifestazione Golosaria in Monferrato è un utile e innovativo strumento per conoscere in modo semplice e diretto quella che è la regione più castellata d’Italia. L'applicazione, suddivisa tra le province di Alessandria ed Asti, è organizzata in quattro sottozone, in cui si potranno effettuare ricerche relative a: dove mangiare, dove dormire, cosa vedere, cantine, dove acquistare. La scelta spazia tra oltre 1200 segnalazioni (ristoranti, trattorie, agriturismo, alberghi, b&b, cantine, negozi, produttori e luoghi da vedere) che possono essere cercate selezionando la zona di interesse o all’interno dell’intero Monferrato. È inoltre possibile effettuare le ricerche utilizzando la georeferenziazione, il tasto “around me” (anche da posizione remota, per organizzare il viaggio da qualsiasi luogo), ma anche condividere le informazioni con gli amici, salvare tra “i preferiti” le segnalazioni utili e aggiungere in calce ad ogni scheda note personali.
Ma il vero punto di forza di questa app, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, è il suo continuo aggiornamento. Innanzitutto con un notiziario online, consultabile direttamente dall'iPhone o dall'iPad, aggiornato settimanalmente con news ed eventi dal territorio monferrino. E poi con le puntuali segnalazioni di nuovi locali e negozi scoperti e recensiti nell'arco dell'anno, modifiche dei dati, trasferimenti, chiusure e cambi di proprietà.
L’App Il Golosario Monferrato propone anche un “dizionario gastronomico del Monferrato” caratterizzato da oltre 120 lemmi corredati da una foto e una piccola presentazione storica dell’area.
Per scaricarla, basta collegarsi con il proprio dispositivo mobile all'Apple Store e cercare “Golosario Monferrato” oppure connettersi alla pagina:
L'applicazione è stata ideata e realizzata da Comunica Edizioni, con la collaborazione di Studio Due per la parte grafica e Fotonica e iLabora per la parte informatica.
L’App Il Golosario Monferrato si aggiunge alle altre applicazioni ideate da Paolo Massobrio e dal Club di Papillon: Il Golosario ristoranti; Il Golosario luoghi e cose buone; Il Golosario Mantova; Il Golosario ricette.
Per maggiori informazioni: www.clubpapillon.it

27/02/2012

La newsletter del 26 febbraio 2012

CenaInComPagnia_2012_010.jpg

:: Assemblea di Papillon del Ducato
E' nata ufficialmente l'altra sera la delegazione di Piacenza e Parma del "Club Papillon", si chiamerà "Papillon del Ducato". In campo locale, con iniziative proprie e della direzione nazionale, seguirà le finalità del club che sono essenzialmente la promozione della cultura enogastronomica e la riscoperta delle tradizioni enologiche, agricole, culinarie italiane e in particolare del ... per leggere tutto il post, clicca sul link di seguito:
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:: Successo per la Cena in ComPagnia
Tutti i gruppi, per 1.000 persone che in contemporanea hanno cenato per raccogliere fondi in favore della pizzeria San Rafael di Padre Aldo Trento. Ecco l' elenco dei gruppi e l'esito della raccolta, che aggiorneremo ancora.
A Piacenza la serata si è svolta domenica 19 febbraio presso la famiglias Piasinteina, grazie a tutti coloro che hanno partecipato e hanno contribuito all'opera di ... per leggere tutto il post, clicca sul link di seguito:
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:: Tratto dalla rubrica "la notizia" del 24/02/2012
Bisogna investire in agricoltura per salvare il pianeta. L'appello questa volta arriva da Bill Gates , fondatore di Microsoft e al vertice della classifica dei più ricchi al mondo. Ospite del vertice Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo) per il suo impegno con la Bill&Melinda Foundation , ha spiegato che per prendersi cura dei poveri bisogna prima prendersi cura ... per leggere tutto il post, clicca sul link di seguito:
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:: Corso di cucina “… e li chiamano avanzi!”
Il Club di Papillon del Ducato organizza il corso di cucina “… e li chiamano avanzi! A tavola con gusto e senza sprechi” con lo “Chef de Cuisine” Antonio Illari.
La catena del “cibo perso” ha origini lontane e va dal produttore, al distributore, al consumatore, ognuno ci mette del suo, ma la conclusione rimane sempre la stessa … il bidone della spazzatura (per approfondire clicca ... per leggere tutto il post, clicca sul link di seguito:
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:: Antonio Illari alla "Supera d'Argint"
Presso l’Accademia della Cucina Piacentina, anche quest’anno si svolge il concorso “Supera d’Argint (zuppiera d’argento)”, aperto ai cuochi non professionisti. Nella sezione cuochi gentleman tra i partecipanti vi è il nostro socio Antonio Illari il quale, nella prima serata del concorso, ha proposto scamponi al lardo di Colonnata su risotto di mare e ha proseguito con gamberoni in salsa ... per leggere tutto il post, clicca sul link di seguito:
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:: La trattoria del Ponte
Questo ristorante ha ottenuto il voto: FACCINO CONTENTO
La Trattoria del Ponte la trovate nelle prime colline della Val D‘Arda tra Fiorenzuola, Fidenza e Salsomaggiore al confine tra le provincie di Piacenza e di Parma. La cucina è fortemente caratterizzata dalla tradizione locale. La ricerca costante della qualità delle materie prime e delle picccole produzioni locali obbligano lo chef ... per leggere tutto il post, clicca sul link di seguito:
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:: Ristorante Luna Nuova
Questo ristorante ha ottenuto il voto: FACCINO CONTENTO +
Questa trattoria della campagna piacentina è un vero bijoux. Due sale, di cui una col caminetto, tratte dal piano terreno di una vecchia cascina. Poi le sale sopra. La filosofia che la ispira è quella della cucina regionale italiana, per cui non solo piatti piacentini, ma tutto ciò che può generare il chilometro ravvicinato ... per leggere tutto il post, clicca sul link di seguito:

Successo per la Cena in ComPagnia

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Tutti i gruppi, per 1.000 persone che in contemporanea hanno cenato per raccogliere fondi in favore della pizzeria San Rafael di Padre Aldo Trento. Ecco l'elenco dei gruppi e l'esito della raccolta, che aggiorneremo ancora.

A Piacenza la serata si è svolta domenica 19 febbraio presso la famiglias Piasinteina, grazie a tutti coloro che hanno partecipato e hanno contribuito all'opera di padre Aldo, un particolare ringraziamento a quanti, con la loro disponibilità hanno reso possibile e hanno collaborato alla realizzazione dell'evento.

26/02/2012

Assemblea di Papillon del Ducato

Mappa_Ducato_di_Parma_e_Piacenza_1639.jpgE' nata ufficialmente l'altra sera la delegazione di Piacenza e Parma del "Club Papillon", si chiamerà "Papillon del Ducato". In campo locale, con iniziative proprie e della direzione nazionale, seguirà le finalità del club che sono essenzialmente la promozione della cultura enogastronomica e la riscoperta delle tradizioni enologiche, agricole, culinarie italiane e in particolare del territorio di Piacenza e Parma; il tutto senza fini di lucro e rivolgendosi soprattutto alle famiglie perché si valorizzi il piacere di ritrovarsi a tavola in serenità, con cibi genuini e scelti con attenzione al gusto e al portafogli.

Nell'assemblea costitutiva è stato eletto delegato di zona Paolo Merli, che ha promosso la nascita della sezione dopo aver conosciuto il fondatore del club nazionale, il giornalista Paolo Massobrio. Componenti del direttivo sono risultati eletti Ivana Grazioli (tesoriere), Antonio Illari, Enzo Beretta, Giacomo Costellini, Federica Ridella, Luca Politi, Paolo Cagnani e Ludovico Lalatta Costerbosa.

Domenica sera, ospite della Famiglia Piasinteina, "Papillon del Ducato", in contemporanea con le altre delegazioni italiane, ha organizzato la "Cena In ComPagnia", "un gesto semplice per capire di più il gusto della vita - ha ricordato Paolo Merli - e proprio partendo dal piacere di condividere un buon cibo, preparato e presentato con cura, noi cerchiamo di rivolgerci anche a chi può aver bisogno di noi". E la cena era davvero particolare: i partecipanti hanno portato ciascuno un piatto preparato a casa e poi hanno versato 20 euro, come fossero andati in trattoria e l'intera somma raccolta è stata devoluta alle iniziative sociali di un missionario in Paraguay, Padre Aldo Trento.

La Cantina Valtidone ha partecipato all'iniziativa offrendo suoi vini. Fra i commensali il componente del gruppo teatrale della "Famiglia Piasinteina" Gigi Pastorelli che, molto applaudito, ha letto poesie in piacentino.

Articolo pubblicato sul quotidiano cittadino di Piacenza "Libertà" martedì 21 febbraio 2012

 

Tratto dalla rubrica "la notizia" del 24/02/2012

billagri_202.jpgBisogna investire in agricoltura per salvare il pianeta. L'appello questa volta arriva da Bill Gates, fondatore di Microsoft e al vertice della classifica dei più ricchi al mondo. Ospite del vertice Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo) per il suo impegno con la Bill&Melinda Foundation, ha spiegato che per prendersi cura dei poveri bisogna prima prendersi cura dell'agricoltura. "E' inaccettabile che l'Africa sia costretta a importare prodotti agricoli quando potrebbe essere un esportatore formidabile" ha detto Gates, intervistato oggi sulle pagine di Repubblica (da cui è tratta la foto), e ha aggiunto che tra i progetti della sua fondazione c'è proprio la selezione e il miglioramento delle sementi. "Se i piccoli agricoltori dell'Asia del sud e dell'Africa sub sahariana - conclude Gates - riusciranno a raddoppiare i loro raccolti, com'è tecnicamente possibile, 400 milioni di persone si riscatteranno dalla povertà".

Leggi le notizie del giorno commentate da paolo Massobrio a questo link ... clicca qui

Corso di cucina “… e li chiamano avanzi!”

elichiamanoAvanzi_web.jpgIl Club di Papillon del Ducato organizza il corso di cucina “… e li chiamano avanzi! A tavola con gusto e senza sprechi” con lo “Chef de Cuisine” Antonio Illari.

La catena del “cibo perso” ha origini lontane e va dal produttore, al distributore, al consumatore, ognuno ci mette del suo, ma la conclusione rimane sempre la stessa … il bidone della spazzatura (per approfondire clicca qui).

Il corso vuole essere un’aiuto per riscoprire l’utilizzo di quello che avanza in cucina attraverso la nostra cucina tradizionale, che è ricca di ricette a base di avanzi di pasta, carne, pesce e pane secco …

Il corso è diviso in cinque lezioni della durata di circa novanta minuti l’una.

L’iscrizione al corso (per tutte le cinque serate) è di cinquanta euro (50,00 €).

Per partecipare al corso è necessario essere associati al Club di Papillon e si richiede la preventiva iscrizione presso:

  • Copy Center in Viale Dante, 47 a Piacenza (tel. 0523 752352)
  • la segreteria della SS. Trinità di Piacenza in Via Manfredi, 30
  • o ancora contattando il 331.9013555 o scrivendo a club@papillondelducato.it, questi riferimenti sono a disposizione per eventuali richieste di chiarimenti.

Il primo incontro si terrà venerdì 2 marzo 2012 alle ore 21:00 presso la cucina del nuovo Oratorio della SS. Trinità di Piacenza e i successivi incontri saranno nelle serate del:
- 9 marzo alle ore 21:00
- 16 marzo alle ore 21:00
- 23 marzo alle ore 21:00
- 30 marzo alle ore 21:00

Antonio Illari alla "Supera d'Argint"

AntonioIllari.jpgPresso l’Accademia della Cucina Piacentina, anche quest’anno si svolge il concorso “Supera d’Argint (zuppiera d’argento)”, aperto ai cuochi non professionisti. Nella sezione cuochi gentleman tra i partecipanti vi è il nostro socio Antonio Illari il quale, nella prima serata del concorso, ha proposto scamponi al lardo di Colonnata su risotto di mare e ha proseguito con gamberoni in salsa di cipolla e fegato grasso. Antonio si è qualificato per le finali dell’ambito concorso piacentino e mentre si sta preparando per la finale condurrà - affiancato dal giovane Luca Politi - il corso di cucina “… e li chiamano avanzi” che si terrà presso la cucina del nuovo oratorio della SS. Trinità di Piacenza con inizio venerdì 2 marzo alle ore 21:00

12/02/2012

Convocazione assemblea dei soci

I soci del Club di Papillon delle province di Piacenza e Parma, sono convocati in assemblea ordinaria

in prima convocazione alle ore 14:30 di domenica 19 febbraio 2012 e in seconda convocazione alle ore 16,30 di domenica 19 febbraio 2012 in Via San Giovanni, 7 (Palazzo Fogliani al 1° Piano) – Piacenza

PdD_Convocazione_Assemblea_2012.JPG

Clicca qui oppure sull'immagine per leggere tutto il comunicato

La cena “In ComPagnia”

cena_comPagnia.jpgLa cena In ComPagnia è un gesto semplice che dopo cinque edizioni risulta il più partecipato dai soci e dagli amici di Papillon. Nelle edizioni passate siamo arrivati a essere in mille a pranzare in contemporanea in qualsiasi angolo dell’Italia condividendo il pane. La radice della parola “compagnia” è infatti “cum panis”, ma in questo caso ha un significato ancora più profondo perché significa per noi partire dal gusto, che è l’aspetto che approfondiamo con la nostra opera, per condividere i bisogni del mondo. O almeno del mondo che ci è prossimo, che incontriamo, come il caso di Padre Aldo Trento che intendiamo aiutare quest’anno. È un gesto semplice, che ha però la forza di farci vedere un’altra misura che ha la medesima dignità della nostra opera, che vuole aiutare a tenere presente il gusto nella vita di tutti i giorni. Per questo è importante che invitiamo i nostri amici più cari, i colleghi di lavoro, i ragazzi coi loro amici, i vicini di casa …

 Quest’anno vogliamo aiutare l’opera di Padre Aldo Trento e della sua comunità di San Rafael in Paraguay dove ha costruito un villaggio che al centro ha una pizzeria. L’idea, con la cena “In ComPagnia” è quella di aiutare la pizzeria di Padre Aldo.

Per aderire alla cena In ComPagnia che si terrà a Piacenza Domenica 19 febbraio 2012 presso “la Famiglia Piasinteina” in Via S. Giovanni, 7 – è necessario inviare una mail a club@papillondelducato.it con la quale manifestare l’intenzione di partecipare alla serata. È importante ricordarsi che mangeremo quello che ognuno dei parteciparti porterà alla cena e alla fine offriremo € 20,00 a testa come fossimo andati a cena in trattoria, i soldi raccolti saranno interamente destinati all’opera di Padre Aldo in Paraguay.

Per maggiori informazioni clicca qui

Pisarei e … quali fasö?

Pisarei-e-faso_zuppiera.jpgLa cucina piacentina nel Medioevo
PISAREI e … QUALI FASÖ?

Un’occasione per curiosità storiche
“Noterelle” di Ludovico Lalatta Costerbosa

Una tradizione, certamente attendibile, attribuisce la nascita del tipico piatto povero piacentino “Pisarei e fasö” alla necessità dei conventi in epoca Medioevale, di rifocillare con quanto si poteva avere a disposizione, i pellegrini che percorrendo la via Francigena e le sue diramazioni, facevano tappa nel territorio.
Ma com’erano i Pisarei e fasö che nel Medioevo venivano offerti ai pellegrini?

De.Co.

Papillon-banner_DeCo.jpgLe De.Co. denominazioni comunali non sono marchi non rappresentano tutele, e men che meno delle vie brevi rispetto alle denominazioni europee riconosciute. Le De.Co. sono semplici atti notarili o, meglio, delibere di un’amministrazione comunale che registra un dato di fatto: un prodotto, un piatto, un sapere, con i quali una Comunità si identifica. Sono dunque un atto politico, che fissa un valore, una carta di identità che il sindaco rilascia dopo aver censito un passato, un presente, e ipotizzato uno sviluppo futuro.

Per leggere tutto il contributo cliccare qui

23/01/2012

AnoliniDay

AnoliniDay.jpgPranzo domenicale con la tradizionale Gara di Anolini

Gareggianti e spettatori sono invitati a partecipare e testimoniare l’ambita premiazione finale al vincitore!

Anvëin – Anolini Piacentini
Gli anolini sono una tipologia di pasta ripiena originaria della provincia di Piacenza, si tratta di un piatto con radici antiche, tramandato da generazioni nelle famiglie piacentine. La tradizione vuole che durante la vigilia di Natale la famiglia si riunisca per la preparazione degli anolini di Natale o “anvëin d’ Nadäl” come sono definiti nel Piacentino. E’ un piatto ricco ed elaborato, nato per “riciclare” gli avanzi della cucina, ma l’insieme degli ingredienti ne fa un piatto raffinato.

Il campione in carica Roberto verrà sfidato anche quest’anno … ovviamente al vincitore oltre al merito gli verrà offerto il pranzo e consegnato l’ambito TROFEO DEL 4 QUARTI!

Anolini: € 6,00 a piatto

SONO APERTE LE ISCIZIONE PER LA GARA E CHI NON PATECIPERA’ POTRA’ SCEGLIERE TRA LE VARIE PROPOSTE MENU’… CON IL PIACERE DI FARE DA SPETTATORE AL SIMPATICO EVENTO …

Domenica 29 gennaio 2012 dalle 13.00 fino alle 17.00
Al RISRTORANTE 4 QUARTI
via Iussano, 12 – San Damiano di San Giorgio P.no
Tel. 0523 530115